Cinque uomini armati hanno violentato una ragazzina di 12 anni nella provincia di Sarpul, in Afghanistan.
Come di consueto in questo paese, avere giustizia è praticamente impossibile: la corruzione, la criminalità e la violazione sistematica dei diritti umani di donne, uomini e bambini sono endemiche all'interno delle forze dell'ordine e persino del Parlamento, nel quale siedono tranquillamente impuniti i cosiddetti War Lords, esponenti dell'Alleanza del Nord e tanti altri, colpevoli di crimini di ogni tipo.
Non è certo il primo caso di questo tipo, le coraggiosissime donne di Rawa ce lo ricordano dal loro website.
La famiglia della vittima è arrivata a minacciare di commettere un suicidio collettivo se non dovesse essere fatta giustizia. La giustizia, di sicuro, non arriverà. Nell'Afghanistan "liberato" la giustizia sembra praticamente non esistere.
L'Afghanistan "liberato" è un paese governato da criminali di vario tipo, nel quale continuano a registrarsi attentati suicidi, i talebani sono sempre più minacciosi e i milioni di dollari che arrivano dalla comunità internazionale per la "ricostruzione" spariscono misteriosamente. Le leggi tribali hanno il sopravvento sulla legislazione nazionale, circa 8 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà, il tasso di disoccupazione è altissimo... e, come sempre, a pagare il prezzo più alto per tutto questo sono le donne e i bambini. Sempre più donne scelgono di immolarsi piuttosto che continuare a vivere.
Alla faccia della "liberazione", alla faccia della "democrazia", della "promozione dei diritti umani" e anche del "super "candidato democratico USA Barack Obama che viene a chiedere aiuto all'Europa per salvare l'Afghanistan. Forse è troppo tardi ormai.





